Sermoneta e Giardino di Ninfa

Questo itinerario è dedicato a chi vuole godersi una giornata di pieno relax, lontano dal caos della città, e scoprire la storia di alcuni dei luoghi più suggestivi del Lazio, riconosciuti a livello mondiale. Stiamo parlando della città di Sermoneta e del bellissimo Giardino di Ninfa.

Sermoneta

Sermoneta presenta un caratteristico borgo medievale, ben conservato, in cui i negozi e i ristoranti si sono integrati cercando, per quanto possibile, di non alterarne la struttura. Le stesse insegne o indicazioni stradali sono realizzate su targhe in ferro battuto, tutte uguali tra loro, a creare una notevole armonia.

 

Da non sottovalutare il fatto che si mangia veramente bene il che, specie quando si fa una gita fuori porta, non guasta mai.

Il consiglio è quello di parcheggiare in uno dei parcheggi pubblici gratuiti che sorgono lungo via Madonna delle Grazie o via Nuova. In entrambi i casi, raggiungerete in pochi gradini il borgo.

SermonetaUna volta arrivati a Piazza del Popolo, proseguite su Via della Valle, fin quando non vi si aprirà di fronte il belvedere che domina la valle sottostante.

Non vi resta ora che scegliere un bel posto dove pranzare e poi dirigervi senza indugi verso Ninfa.

 

Sermoneta
La vista della vallata sottostante

 

La visita al giardino

Le visite al Giardino di Ninfa ci sono solo in determinati periodi dell’anno e la richiesta è veramente (e giustamente, aggiungerei) tanta. Questo è stato infatti eletto il “giardino privato più bello d’Italia” nel 2015 e il “giardino più romantico del mondo” dal New York Times.

Giardino di Ninfa

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Giardino di Ninfa

 

Con queste premesse, la prenotazione online è d’obbligo, anche perché sono ammessi solo visitatori accompagnati da una guida, il che vi permetterà di conoscere la storia di Ninfa e renderà tutto più interessante.

Non lontano dall’ingresso, per esempio, sorge un albero che a prima vista sembra plurisecolare… ma non ha nemmeno cento anni! Questo perché, grazie al microclima che si crea in questa area, diverse specie di piante (provenienti da tutto il mondo) crescono fino a tre volte più velocemente!

La posizione di Ninfa, inoltre, non solo era strategica dal punto di vista urbanistico, in quanto si poneva come tappa obbligatoria per chi percorreva la via Pedemontana (tanto che era stata istituita una dogana proprio nelle vicinanze) ma lo è ancora per le rotte degli uccelli migratori: oltre 100 specie sono ospitate in questo giardino. Guardatevi quindi intorno, noterete diverse casette appese agli alberi, proprio per garantire loro un rifugio.

Un’altra peculiarità è che in questo luogo non sono usati pesticidi e quindi gli unici rimedi ammessi sono quelli naturali… come le coccinelle, che sono allevate come delle vere e proprie giardiniere!

Poco fuori dalle mura, in corrispondenza del ponticello sul fiume, potete ammirare un Faggio Nero, classificato come uno degli “Alberi Monumentali d’Italia”, il quale, pur non essendo parte del giardino di Ninfa, viene ovviamente curato come se fosse all’interno delle mura.

Dal punto di vista urbanistico, il borgo presenta una caratteristica interessante: invece della classica piazza centrale, troverete più piazze dislocate per la città. Una di queste era usata per il mercato e sorgeva a ridosso della chiesa che vide l’incoronazione del papa Alessandro III, in fuga da Roma per motivi politici.

Percorrendo poi il viale delle lavande (indovinate che piante crescono ai lati di questa stradina), si raggiunge la piazza militare, con la chiesa di San Biagio, dedicata al santo protettore delle gole. Sembra un po’ strano, ma considerate che Ninfa doveva resistere alle incursioni dei Saraceni che, per l’appunto, tagliavano le gole ai loro nemici.

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