Tour del Messico, tra mare e segreti Maya

Il Messico è uno di quei Paesi che meriterebbero un tour di almeno un mese, per quanto ha da offrire: paesaggi mozzafiato si alternano a resti di antiche civiltà, fino ad arrivare alle fantastiche spiagge della Riviera Maya.

In questo viaggio, vedrete luoghi spettacolari come Palenque, il sito archeologico immerso nella giungla, o introvabili altrove, come i tantissimi Cenotes, delle piscine naturali (sotterranee o a cielo aperto) in cui l’acqua di mare, filtrata, risale in superficie creando qualcosa di unico.

Il viaggio, inoltre, prevede una prima parte itinerante ed una seconda parte di relax in spiaggia. Se non amate starvene al sole senza far niente, potete anche evitare la parte di mare e decidere se soffermarvi di più in altre zone, ad esempio Città del Messico, o se rientrare prima.

Se siete in Messico intorno alla prima settimana di novembre, come noi, avrete la possibilità di ammirare le celebrazioni per il “Dia de Muertos”,

Giorno dei morti
I tipici addobbi del “Dia de Muertos”

il giorno dei morti, che qui, contrariamente a ciò che accade in Italia, è visto come una grande festa. Si dice infatti che, in questo giorno, i defunti tornino sulla terra per far visita ai parenti vivi, che li accolgono con allegria, organizzando addirittura pranzi e festeggiamenti nei cimiteri!

Il consiglio, contravvenendo un po’ a quelle che sono le tradizioni di questo sito, è quello di avvalersi dell’aiuto di agenzie che siano specializzate in viaggi in Messico, in quanto potrebbe essere tutt’altro che semplice avventurarsi da soli attraverso il Chiapas o lo Yucatan. La nostra scelta, su suggerimento di altri amici che si erano trovati bene, è ricaduta su Marcelletti, un tour operator con base a Roma, che organizza viaggi da tutta Italia.

Provando i servizi offerti, ci siamo resi conto che si tratta davvero di un leader nel settore. L’organizzazione è studiata alla perfezione! Le guide, preparatissime, accompagnano i clienti fino in hotel o in aeroporto, aiutandoli sempre nella fase di check in e rimanendo a disposizione in luogo per almeno 15 minuti in caso di problematiche, ad esempio, con la stanza. La reperibilità telefonica è invece 24/7.

Sempre parlando delle guide, molte di loro sono messicane (ma ovviamente parlano italiano) e possono quindi aggiungere quel “qualcosa in più” nelle spiegazioni di luoghi a cui sono fortemente legati. Da non sottovalutare anche il fatto che sanno consigliare alla grande cosa prendere nei vari ristoranti, suggerendo sempre i piatti tipici locali!

Per quanto riguarda i mezzi di trasporto, anche questi sono di ultima generazione: comodi pulmini con aria condizionata e televisione, decisamente sopra la media di ciò che vedrete in giro (mi riferisco anche ai mezzi di altri tour organizzati).

Cosa portarsi e a cosa stare attenti

Nel corso di questo viaggio, attraverserete diversi climi ed è quindi necessario essere pronti a fronteggiare diverse circostanze.

Città del Messico, ad esempio, sorge a quasi 2500 m di altitudine, il che comporta un abbassamento delle temperature in mattinata o in serata, rispetto al resto del giorno.

Quando ci si avvicina a Palenque, invece, sale il rischio di imbattersi in piogge e temporali, quindi portatevi anche qualcosa che sia impermeabile.

Verso la Riviera Maya il clima è, come è lecito aspettarsi, mite e quindi avrete bisogno di costume e infradito (e che altro volete portarvi al mare?).

Portate con voi un buon repellente per le zanzare, il clima umido le fa gongolare stile Homer Simpson di fronte alle ciambelle.

Durante le vostre visite, inoltre, vedrete dei piccoli paesini in cui le antiche tradizioni sono ancora ben radicate, anche se si sono fuse con usanze ben più moderne. Le comunità indigene di San Juan Chamula e Zinancantan, ad esempio, credono ancora che si possa rubare l’anima ad una persona semplicemente fotografandola. State quindi bene attenti a dove fate le foto. Ad ogni modo, se avete seguito il suggerimento del tour organizzato, sarà la guida a dirvi esattamente cosa fare e cosa non fare. È anche probabile che vi ritroverete con bambini del posto che si offriranno per una foto a pagamento… sono comunità molto povere e cercano quindi di sbarcare il lunario come possono.

A proposito di foto, consigliamo fortemente una macchinetta subacquea o una action cam (so già a quale state pensando!) impermeabile, per poter scattare foto anche durante le immersioni o nei Cenotes.

Ultima raccomandazione, ma forse la più importante, è quella di evitare la tremenda Maledizione di Montezuma. Si narra infatti che l’imperatore azteco, vissuto a cavallo tra il XV e il XVI secolo, abbia in qualche modo deciso di vendicarsi dell’invasione spagnola, maledicendo, appunto i coloni. Questi erano infatti vittime di forti dolori addominali, diarrea e tutto ciò che uno spera di evitare in un viaggio, inclusa la morte.

Ovviamente, non dovrete farvi benedire da uno sciamano per evitare tale vendetta, ma semplicemente seguire alcune semplici accortezze che le guide sanno sempre indicarvi (in realtà sono raccomandazioni valide per ogni viaggio, quindi ovvie).

In primo luogo, sebbene il caldo a volte sia importante, fate molta attenzione alle bibite ghiacciate. Evitate anche di entrare in auto e accendere l’aria condizionata al massimo, cercate più che altro di abituarvi gradualmente.

Anche il cibo che mangerete giocherà un ruolo fondamentale, ma sarà sufficiente seguire le indicazioni delle guide per evitare di ingerire qualcosa di “maledetto”.

Considerate che del nostro gruppo (15 persone in tutto) nessuno ha avuto problemi.

A questo punto sapete tutto quello che serve ed è quindi ora di mettersi in viaggio.

Raggiungere il Messico

Come è ovvio che sia, il Messico è raggiungibile tramite voli con più o meno scali. È anche possibile trovare voli di linea diretti dall’Italia alla capitale messicana.

Nel caso in cui abbiate prenotato tramite agenzia penseranno a tutto loro.

Se invece volete fare da soli, potreste trovare utili i consigli di questo articolo.

Prima del tour

Arrivati a Città del Messico, potete scegliere di spendere tutti i giorni che volete in completa autonomia, per visitare musei e luoghi di interesse. È bene farsi sempre consigliare sui mezzi da utilizzare e sulle zone da frequentare, con relativi orari. Questo è un consiglio che mi sento di estendere a tutte le grandi città.

Noi siamo stati gli unici del nostro gruppo ad arrivare a Città del Messico e partire direttamente col tour organizzato, per spendere un paio di giorni di più al mare.

Itinerario giorno per giorno

Giorno 1:

Il primo giorno è interamente dedicato al viaggio. Arrivare in Messico, specie se si fanno degli scali, porta via parecchio tempo (considerate che il volo diretto all’andata dura più di 13 ore).

Una volta giunti a destinazione, andate in hotel, cenate e… buon riposo!

Giorno 2:

Il tour prevede la visita allo Zocalo, la Piazza della Costituzione, sulla quale si affaccia l’imponente Cattedrale di Città del Messico. Da non perdere è anche il Palazzo Nazionale, adornato all’interno con murales di Diego Rivera (il marito di Frida Kahlo), di cui il più imponente fornisce una visione di insieme della storia messicana.

Dipinti Diego Rivera
Uno dei murales di Diego Rivera, che adornano il Palazzo Nazionale di Città del Messico

Nel pomeriggio visita a Teotihuacan, una città precolombiana che rappresenta uno dei più grandi siti archeologici del centro America. Qui, accanto alle famose ed imponenti piramidi a “gradoni”, potrete trovare anche un esempio di città dell’epoca.

Teotihuacan
Lo splendido sito di Teotihuacan

È essenziale venire con una guida per apprezzare lo stile costruttivo, i pregevoli murales ricchi di significato e la storia delle piramidi. Scoprirete che la disposizione, la forma e il numero di edifici non sono affatto casuali!

Nostra Signora di Guadalupe
L’immagine della Vergine di Guadalupe

Al ritorno, è tappa obbligatoria la Basilica di Nostra Signora di Guadalupe, con il ritratto della Madonna originale conservato lontano dai turisti, per preservarne lo stato, ma allo stesso tempo facile da visionare (si passa infatti sotto all’altare, per evitare anche di disturbare le funzioni).

La storia di questo ritratto si perde nella leggenda e sembra che la Madonna, apparsa ad un azteco convertitosi al Cristianesimo, abbia impresso sul mantello di quest’ultimo (nel quale erano avvolti dei fiori) la propria immagine. Da quel momento, la Vergine di Guadalupe è divenuta una delle immagini di culto più famose del mondo, facendo del Santuario un luogo di pellegrinaggio secondo solo al Vaticano.

Giorno 3:

Trasferimento aereo di circa un’ora da Città del Messico a Tuxtla Gutierrez, capitale del Chiapas, dalla quale inizierà il tour vero e proprio.

La prima cosa da vedere è il Canyon del Sumidero, le cui gole si insinuano fino a formare lo Scudo del Chiapas, simbolo dello stato.

Lo scudo del Chiapas
Lo scudo del Chiapas

Da non perdere è la cosiddetta “Spiaggia dei Politici”, dove diversi avvoltoi si assiepano per riposarsi.

Fate molta attenzione a quando la guida farà virare in modo improvviso l’imbarcazione: probabilmente ha visto qualcosa muoversi sulla riva e vuole portarvi vicino per permettervi di fotografare… un coccodrillo!

Ci si sposta poi verso San Cristobal de Las Casas, dove potrete trovare diversi negozi di artigianato locale, tra cui quelli che vendono gioielli in ambra. Fatevi consigliare dalla guida i posti migliori per i vostri acquisti!

Giorno 4:

Visita al mercato… eh? Cioè davvero ho fatto tutti questi chilometri per vedere un mercato?

Il banco dei fagioli
Il banco dei fagioli al mercato di San Cristobal de las Casas

Ebbene si! Anche questo fa parte della cultura messicana e sicuramente non ne rimarrete delusi: i banchi sono tutti coloratissimi e molto ordinati. Da non perdere il venditore di fagioli, che propone un numero incredibile di varietà diverse (e io che li dividevo solo in borlotti e cannellini!).

Il tour prosegue verso le comunità indigene di San Juan Chamula e Zinancantan, dove potrete ammirare gli artigiani del luogo mentre preparano le stoffe tipiche, potrete assaggiare delle tortillas fatte in casa e entrare a contatto con i riti religiosi che, in questa zona, uniscono l’animismo e i sacrifici alle ideologie cattoliche. Vi potrebbe capitare di vedere persone sacrificare delle galline pregando una delle immagini sacre, bevendo Coca-Cola per… ehm… “depurarsi”. Attenzione perché qui le fotografie non sono ben accette!

Giorno 5:

Splendido itinerario attraverso la giungla messicana. Il viaggio non è breve, ma il paesaggio è unico! Cercate fra gli alberi i piccoli insediamenti composti di poche capanne rudimentali, una cosa che non avevamo mai visto prima!

Le cascate di Agua Azul
Le cascate di Agua Azul

La sosta intermedia, per spezzare il viaggio, è alle cascate di Aqua Azul.

Contrariamente a quello che ci si potrebbe aspettare, queste cascate hanno poco o niente di azzurro e, sebbene ci siano dei punti in cui farsi il bagno (qualche temerario lo troverete sicuro), non invitano certo a una nuotata. Tuttavia, il paesaggio è interessante, nonostante la fila ininterrotta di bancarelle lungo il percorso.

Arrivati a Palenque, probabilmente sarà ancora abbastanza presto e ci dovrebbe essere ancora luce. Siccome non c’è molto da fare o da vedere, cercate di trovare un hotel che abbia una bella piscina, magari circondata da palme e alberi, per fare atmosfera. L’hotel che ci hanno prenotato, il Ciudad Real, era perfetto!

Giorno 6:

Preparatevi, perché quello che vedrete oggi difficilmente lo dimenticherete! Il sito archeologico di Palenque, patrimonio dell’umanità secondo l’UNESCO, immerso nella giungla, rappresenta un incredibile esempio di città Maya. Anche in questo caso, è d’obbligo il tour guidato, per scoprire a pieno i segreti di quella che fu la città di uno dei più famosi sovrani Maya: Pakal il Grande.

Palenque
La tomba di Pakal a Palenque

Uno dei palazzi, inoltre, veniva usato per “contare” i giorni, come se fosse un calendario. Guardandolo in diversi giorni, infatti, il sole si affacciava in una delle feritoie del palazzo, scandendo così mesi e stagioni.

Palenque
Il sito archeologico di Palenque, immerso nella giungla

È interessante anche la visita al campo della pelota, il tipico gioco Maya, e ai templi sulla collina, dalla quale si domina l’intero sito.

Giorno 7:

Se Palenque è spettacolare, Uxmal di certo non è da meno!

La piramide dell'Indovino ad Uxmal
La piramide dell’Indovino ad Uxmal

L’enorme Piramide dell’Indovino che vi si staglia all’ingresso è un esemplare veramente unico, non solo per l’architettura, ma anche per la storia che la circonda. Se infatti vi fermate lungo il sentiero di ingresso al sito e battete forte le mani, sentirete un suono simile al verso di un uccello riecheggiare nell’aria. Ora immaginate di essere un sacerdote e di dover dimostrare ai vostri fedeli di saper parlare con le divinità. Era sufficiente eseguire questo stratagemma per avere tutti ai vostri piedi.

Alle sue spalle sorge un cortile quadrato dove avevano luogo riunioni e discorsi. Notate quanto l’acustica sia perfetta in ogni angolo, permettendo così a chiunque di sentire.

Non siate pigri ed arrampicatevi su tutte le piramidi dove è consentito, il panorama in cima vi ricompenserà della fatica!

Il campo della pelota a Uxmal
Il campo della pelota a Uxmal

Come escursione facoltativa, vi consiglio di andare a visitare anche il sito di Kabah, notevolmente più modesto e meno spettacolare, ma che presenta un palazzo che fa da “calendario” molto simile a quello di Palenque e l’incredibile Tempio delle Maschere, decorato con una infinità di maschere (dal nome non ve lo sareste mai aspettato vero?) del Dio della pioggia.

Giorno 8:

L’ultima tappa del tour on the road ci porta alla scoperta di una delle sette meraviglie del mondo moderno: Chichen Itza.

La piramide di Chichen Itza
La piramide di Chichen Itza

La piramide che domina l’intero sito è maestosa ed è l’immagine più famosa di questo luogo. Durante gli equinozi di primavera ed autunno, quando sorge o cala il sole, la piramide proietta un’ombra a forma di serpente piumato (che dà anche il nome alla piramide). Pensate allo stupore dei presenti quando per la prima volta hanno partecipato a questo evento ma, soprattutto, immaginate l’incredibile studio che c’è dietro alla realizzazione di questa struttura.

Chichen Itza offre anche un enorme campo della pelota. Le dimensioni di questo stadio danno un’idea di quanto fosse seguito questo gioco.

Mettetevi ora al centro del campo e, senza essere timidi (tranquilli, non sarete i soli a fare questa cosa) urlate con tutta la voce che avete. La voce risuonerà intorno a voi e verrà proiettata in cielo, quasi come se ci fosse un contatto diretto tra chi e nel campo e le divinità che osservano dall’alto. Veramente potente.

Finita la visita, il tour procede in direzione mare. Ma… c’è un ma! Sicuramente si sarà fatta ora di pranzo… e poi, c’è un’altra cosa che in tutto questo viaggio ancora non avete visto: i Cenotes, le piscine naturali, situate in grotte o a cielo aperto, che offrono la possibilità di farsi bagni spettacolari.

Uno dei più belli (ed è vicinissimo a Chichen Itza) è il Cenote Ik Kil. Chiedete, implorate, pregate la vostra guida di portarvici! Rimpiangereste l’occasione persa!

Cenote Ik Kil
Il bellissimo Cenote Ik Kil

Questo Cenote è di forma perfettamente circolare ed offre splendidi scorci, grazie alle liane che cadono in acqua, quasi a volersi tuffare insieme a voi!

Non fatevi spaventare dalle foto all’ingresso che lo dipingono come se fosse affollato, piccolo e caotico. È vero, la gente c’è, ma lo spazio è veramente tanto e quindi non ci saranno problemi.

Nel sito troverete anche un ristorante a buffet per rifocillarvi un po’.

Ingresso al Cenote e pranzo a noi sono costati 10 Euro a persona… meglio di così?

Il Cenote Ik Kil chiude la parte “su strada” di questo affascinante tour. Non vi resta che rilassarvi e godervi sole, mare e relax.

Sole, mare e relax

Partiamo dalla premessa che se non siete amanti del mare, potete anche decidere di rientrare in Italia ma, dico io, perché perdersi questa opportunità?

I resort che sorgono sulla Riviera Maya sono molteplici e per tutti i gusti! Vi consigliamo di guardare un po’ su internet e di lasciarvi guidare dall’ispirazione, perché è veramente difficile sceglierne uno piuttosto che un altro.

Tenete presente che, solitamente, i tour operator non vi abbandonano una volta arrivati al resort! Noi abbiamo avuto un contatto da poter chiamare 24 ore su 24 in caso di necessità, che si è rivelato veramente d’aiuto!

Tartaruga marina
Tartaruga marina avvistata lungo la Riviera Maya

Considerate che la zona costiera è famosa per l’avvistamento di tartarughe marine (alcune anche di dimensioni notevoli) o, solo in determinati periodi dell’anno, di squali balena (innocui per l’uomo, non preoccupatevi!). Vi consigliamo quindi di attrezzarvi per lo snorkeling fai da te o di partecipare ad escursioni in giornata.

Ci sono anche molti altri Cenotes da visitare e tra questi, vi segnaliamo il Caracol: una grotta sotterranea che vi permetterà, nuotando, di addentrarvi nei suoi angusti cunicoli.

Cenote Caracol
Le suggestive grotte del Cenote Caracol

Lo spettacolo è decisamente suggestivo, sarete comunque seguiti da una guida ed avrete il giubbotto salvagente ma, in alcuni punti, l’illuminazione è veramente scarsa. Vi consiglio quindi una torcia subacquea per aiutarvi. Noi ci siamo portati il flash impermeabile della GoPro… la guida ci ha fatto i complimenti e ha detto che lo avrebbe comprato anche lei!

Fine del tour

Il giorno prima della partenza, verrete contattati da un incaricato del tour operator, che vi comunicherà esattamente i dettagli del rientro.

Anche in aeroporto avrete assistenza garantita finché non supererete i controlli di sicurezza.

Ulteriori informazioni

Se volete ulteriori informazioni o desiderate approfondire qualche aspetto del viaggio, non esitate a contattarci o, se preferite, visitate il sito del tour operator Marcelletti, tour “El Charro”.

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